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      <title>Articoli</title>
      <link>http://www.offucina.com/OFFUCINA_ITA/materiale_Alla_fine_linizio/Voci/2008/7/26_Articoli.html</link>
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      <pubDate>Sat, 26 Jul 2008 00:00:00 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;../gazzettino.html&quot;&gt;Il Gazzettino.jpg&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;../messaggero.html&quot;&gt;Il Messaggero.jpg&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;../piccolo.html&quot;&gt;Il Piccolo.jpg&lt;/a&gt;</description>
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      <title>Termodinamica ed entropia </title>
      <link>http://www.offucina.com/OFFUCINA_ITA/materiale_Alla_fine_linizio/Voci/2007/12/21_Termodinamica_ed_entropia_.html</link>
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      <pubDate>Fri, 21 Dec 2007 19:44:23 +0100</pubDate>
      <description>Il mondo esisteva prima dell’uomo ed esisterà dopo,&lt;br/&gt;e l’uomo è solo un occasione che il mondo ha &lt;br/&gt;per organizzare alcune informazioni su se stesso.&lt;br/&gt;Italo Calvino&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’uomo è l’occhio attraverso cui &lt;br/&gt;l’universo ha imparato ad osservare se stesso.&lt;br/&gt;Victor Frederick Weisskopf&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;ALLA FINE L’INIZIO pone al centro del percorso artistico questioni legate all’idea di sostenibilità, energia e al rapporto tra uomo, ambiente e conoscenza.&lt;br/&gt;Uno dei punti di domanda ruota intorno al concetto di entropia, derivato dagli studi termodinamici sulla dissipazione dell’energia e dal secondo principio della termodinamica. La parola entropia deriva dal greco εν, &quot;dentro&quot;, e da τροπή,, &quot;cambiamento&quot;, fu introdotta nel 1865 da Rudolph Clausius come un modo di calcolare “che fine fa l’energia immessa in un sistema”. Questa ricerca lo portò a sintetizzare in due proposizioni la scienza dell’energia (la termodinamica) del suo tempo:&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;a) nell’universo l’energia si conserva&lt;br/&gt;b) nell’universo l’entropia tende ad un massimo&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Formulati inizialmente come proposizione di natura essenzialmente tecnica, riguardanti principalmente l’efficienza delle macchine termiche, questi principi si videro ben presto attribuire significati più generali e applicazioni a molti ambiti differenti, dalla cosmologia alla teoria dell’informazione, deducendo che la natura tende spontaneamente verso il disordine di cui l’entropia è una misura.&lt;br/&gt;L’entropia diventa quindi un modo di descrivere non solo un concetto scientifico esatto che comprende informazione (ordine/disordine) e energia, ma anche un termine culturale, metaforico, a volte utile per parlare di noi, del nostro tempo della nostra vita. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La vita si sviluppa attraverso sistemi complessi in grado riprodursi, il cui destino dipende dalla capacità di apprendere dalle relazioni con il mondo esterno per organizzarsi, modificarsi, evolvere e mantenere il proprio equilibrio con quel mondo. Anche essi giocano sul filo dell’ordine e del disordine. Tutto ciò è estremamente faticoso, ottenuto con la trasformazione e la dissipazione di enormi quantità di energia, che permetteno di creare LOCALMENTE l’ordine necessario alla vita, mentre intorno inevitabilmente aumenta il disordine. Per esempio, mentre nella foglia nascono ordine e vita, nel luogo dove si produce l’energia necessaria, ovvero nel sole - dove avvengono esplosioni continue che irradiano luce e calore verso la terra - oppure nel suolo dove la natura morta si decompone, aumentano dissipazione e disordine, in un bilancio complessivo sempre a favore di quest’ultimo. &lt;br/&gt;La nostra capacità di osservare questi processi rende ancora più eccezionale e preziosa la vita sul pianeta e i suoi delicati equilibri. Sin dalle origini, la vita si è evoluta trasformandosi e adattandosi alle condizioni naturali ed ambientali. La specie umana, per garantire la propria sopravvivenza, ha tentato di controllare la natura e di piegarla alle proprie esigenze. Una volontà di potenza che ha spinto l’uomo a superare impensabili tabù.  Ma si tratta pur sempre di un controllo parziale. La razionalità utilitaristica ha permesso di elaborare strutture e sistemi che soddisfanno gli interessi immediati, ma che sono miopi nel valutare le prospettive più a lungo termine, mettendo a rischio la stessa sopravvivenza della specie. &lt;br/&gt;Siamo sempre più consapevoli della crisi che sistema creato dall’uomo sta passando, dovuto in gran parte ad uno sviluppo che si scopre sempre più insostenibile, che necessita sempre più energia, a fronte dell’esaurimento delle risorse naturali della terra.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La dissipazione è inevitabile, ma la natura è un sistema aperto, creativo e pieno di possibilità. &lt;br/&gt;Sa bene come riciclare all’infinito. Anche senza l’uomo. &lt;br/&gt;</description>
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      <title>Le Cosmicomiche</title>
      <link>http://www.offucina.com/OFFUCINA_ITA/materiale_Alla_fine_linizio/Voci/2007/12/20_LE_COSMICOMICHE.html</link>
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      <pubDate>Thu, 20 Dec 2007 19:57:09 +0100</pubDate>
      <description>Italo Calvino scrisse i 33 racconti che sono riuniti sotto il titolo generale di “cosmicomiche”, tra il 1964 e il 1984, pubblicandoli in quattro diverse raccolte.&lt;br/&gt;A partire dal 1957, con il volo del primo satellite artificiale – lo Sputnik –, era iniziata un’epoca d'oro per l'esplorazione del sistema solare, preparata dalle ricerche nel campo della tecnologia missilistica durante la Seconda Guerra Mondiale. L'entusiasmo generale suscitato dai risultati conseguiti diede inizio ad un fervente dibattito scientifico e politico che continua ancora oggi. In questo clima, Calvino, pur prendendo le distanze dal diffuso atteggiamento di esaltazione superficiale e propagandistica, cominciò a riesplorare interessi, curiosità, interrogativi scientifici per lungo tempo accantonati, maturando poi l’idea di un nuovo esperimento narrativo che diede vita a Le Cosmicomiche.&lt;br/&gt;Ogni racconto inizia con un passo ripreso da un testo di paleontologia, geologia, biologia, astronomia, fisica, logica, cibernetica, geologia, che fornisce lo spunto narrativo ed evoca il contesto del racconto (il fascino della scienza, per Calvino, sta proprio in questa sua stimolante facoltà immaginativa ed inventiva). Questi enunciati scientifici, a volte tra loro contraddittori, descrivono la formazione del sistema solare a partire da una nebulosa, lo stato di concentrazione della materia in un punto più piccolo di un atomo, la curvatura e l’espansione dello spazio, il cambiamento dell'orbita della luna nel corso dei millenni, la formazione dell’atmosfera e della vita sulla terra, l’evoluzione delle specie animali e vegetali, ecc. &lt;br/&gt;Protagonista e narratore di questi racconti è sempre lo stesso personaggio, Qfwfq, un essere dalla natura ambigua e mutante che ha la stessa età dell'universo ed è stato testimone o ha avuto esperienza diretta di tutto. Narra storie di molte vite diverse, apparentemente senza inizio né fine, e a volte ci appare come un bambino o un cucciolo, altre è un mollusco, un dinosauro, un cammello, a volte sembra umano, altre è incorporeo. Tuttavia, la sua voce onnisciente – ma anche egocentrica, idiosincratica, bizzarra e, a volte, inattendibile e incoerente – è costantemente riconoscibile attraverso le sue molteplici trasformazioni. Qfwfq è un essere – o forse l’essere – in essenza e il suo principio vitale non si compie mediante il ciclo biologico di nascita-riproduzione-morte, ma attraverso continue metamorfosi, svolte evolutive, passaggi di organizzazione cosmico-biologica. &lt;br/&gt;Anche quando Qfwfq e gli altri personaggi dei racconti non hanno forma umana, tutti possiedono attributi distintamente riconoscibili come umani: volontà di autoaffermazione, fobie, nevrosi, caratteri sessuali, senso di competizione, pulsioni erotiche, noia, inconsapevolezza del proprio corpo e dell'ambiente circostante. Nondimeno, nel leggere le loro storie, siamo costretti ad abbandonare la nostra prospettiva antropomorfa, a uscire dalle abitudini del nostro pensiero per ristrutturare il nostro sguardo sul mondo. Osserviamo i principi della scienza svolgersi in una forma ironica, provocatoria, trovando strato dopo strato l'immagine riflessa di noi stessi, mentre gli innumerevoli cambiamenti di quantità e proporzione del tempo e dello spazio e il continuo sovvertimento dei nostri familiari punti di vista e delle nostre rappresentazioni consolidate sfidano l'elasticità della nostra mente e la nostra capacità immaginativa. Ci scorgiamo ricollocati all’interno di una visione che abbraccia l’esistenza dell’intero universo, in cui non siamo altro che una delle infinite possibilità, ci vediamo in maniera macroscopica e microscopica, singolari e plurali, unici e multiformi, e attraverso tutto questo ci sentiamo incerti, agitati, orgogliosi, sorpresi, ridicoli, ma più di ogni altra cosa ci sentiamo vivi.&lt;br/&gt;</description>
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      <title>Indicazioni tecniche</title>
      <link>http://www.offucina.com/OFFUCINA_ITA/materiale_Alla_fine_linizio/Voci/2007/12/19_Indicazioni_tecniche.html</link>
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      <pubDate>Wed, 19 Dec 2007 20:02:53 +0100</pubDate>
      <description>ALLA FINE L’INIZIO è uno opera teatrale multimediale, realizzata con un sistema interattivo computerizzato, che permette di creare e gestire in tempo reale immagini e suoni, ambienti digitali in cui agiscono i performers. Può essere realizzata in spazi di diversa natura, uniche condizioni sono la possibilità di oscurare l’ambiente e la possibilità di avere dei punti di appiglio al soffitto per appendere alcune attrezzature e elementi scenografici. Alcune delle attrezzature sono di proprietà della compagnia, in ogni caso per una lista più esatta delle attrezzature impiegate, si rimanda ad un necessario sopralluogo dello spazio. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il sistema si compone delle seguenti attrezzature (lista indicativa):&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;AUDIO&lt;br/&gt;impianto audio dimensionato allo spazio, con subwoofer, monitor da palco&lt;br/&gt;mixer audio per il controllo dell‘impianto con almeno 10 canali di ingresso&lt;br/&gt;interfaccia audio tipo MOTU&lt;br/&gt;1 radio microfono e 2 microfoni per voce tipo SHURE 58&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;LUCI&lt;br/&gt;impianto luci composto di fari teatrali tradizionali, fari al LED e luci infrarosse &lt;br/&gt;dimmer luci e consolle programmabile &lt;br/&gt;piantane per tagli laterali&lt;br/&gt;materiale elettrico vario (prolunghe, ciabatte e sdoppiatori)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;VIDEO&lt;br/&gt;3 video proiettori, 2 video camere, 2 video convertirori, 1 video splitter, &lt;br/&gt;3 cavi vga o lan cat.5 (lunghezze relative alla dimensione dello spazio)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;COMPUTER&lt;br/&gt;2 computers mac powerbook&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;SCENOGRAFIA&lt;br/&gt;elementi molto leggeri: un fondale bianco per video proiezioni, tappeto bianco di linoleum, un telo bianco semitrasparente e alcuni oggetti di scena: quali una sfera, un pendolo di vetro/clessidra con della sabbia dentro, una valigia, una bottiglia.  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il montaggio e lo smontaggio vengono svolti con personale tecnicodi assistenza specializzato. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;TEMPI MONTAGGIO: 1 giorno intero precedente lo spettacolo&lt;br/&gt;TEMPI SMONTAGGIO: 4 ore</description>
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      <title>Curriculum collaboratori</title>
      <link>http://www.offucina.com/OFFUCINA_ITA/materiale_Alla_fine_linizio/Voci/2007/2/19_Curriculum_artisti.html</link>
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      <pubDate>Mon, 19 Feb 2007 20:08:35 +0100</pubDate>
      <description>JAN H. KLUG (Musica elettronica e media design)&lt;br/&gt;Jan H. Klug compositore e media designer, con una lunga esperienza nell’utilizzo del computer e della programmazione come strumenti creativi nel campo della produzione musicale e del video. I suoi lavori sono stati presentati in diversi teatri e festivals in Europa, Stati Uniti e Sud Africa. Ha iniziato il suo percorso artistico come musicista, diplomandosi in sassofono al Conservatorio di Groningen. Parallelamente, ha sviluppato un particolare interesse per le possibilità del computer e della programmazione creativa. Come musicista solista ha collaborato con diverse bands in Olanda e Germania ed ha partecipato  tournée in giro per il mondo. Come compositore e media designer ha collaborato in numerosi progetti di danza, teatro e film. Dal 1996 è membro permanente del gruppo Poets from Epibreren, un collettivo che fonde in maniera molto originale poesia, musica e video, con il quale ha vinto il prestigioso premio “Johnny van Doorn Award”. Jan Klug ha creato numerose performances e concerti, in cui fonde musica acustica e musica elettronica, accompagnati dall’interazione con immagini e suoni elaborati dal vivo. Dal 2002 Jan Klug collabora con il regista Andrea Paciotto e con OFFUCINA come compositore, programmatore e media designer. Da questa collaborazione sono nati una serie di spettacoli ed eventi, presentati in Olanda, Germania, Italia, Svizzera, Serbia e Stati Uniti. Oltre alla sua attività di creatore, Jan conduce workshop e seminari su diversi ambiti della produzione audiovisiva ed è docente presso il Frank Mohr Institute for Integrated Medias di Groningen, in Olanda.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;SALVATOR SPAGNOLO (Coreografo, artista plastico, performer)&lt;br/&gt;Salvator Spagnolo ha praticato diverse discipline sportive impegnato, come interprete e come coreografo, in una  ricerca espressiva oltre la danza formale passando attraverso la gestualità, l'atletismo, la mimesi concependo il suo stile personale attraverso una corporeità percettiva. Ha avuto una formazione di balletto a Roma segue la formazione di danza moderna contemporanea e composizione presso il Centro Internazionale di Danza e L’American Dance Festival. Come solista tra gli altri ha danzato con: B.T Jones D.C. Pilobolus D.C. , R. North, Momix, Talley Beatty (Alvin Ailey), M.Taylor, D. Ezralow, Teatro Sistina di Roma, E. Cosimi, L. Cannito, R. Pace, Materiali Resistenti ed ancora con i registi M.Bolognini, G.Montaldo S.Bussotti ed a fianco di V. Gassmann e P. Degli Esposti.&lt;br/&gt;Crea movimenti e coreografie per diversi spettacoli teatrali, eventi e performanches. Collabora con P. Pier’Alli per diversi allestimenti di Opera lirica in Italia ed all'estero. &lt;br/&gt;Partecipa alla  Biennale di Venezia 2007  con una produzione video ed una performance nella sezione arte contemporanea. Ha curato le coreografie del Musical “Maria di Nazareth”, collabora con Offucina Eclectic Arts. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;LUCIA BAZZUCCHI (Performer)&lt;br/&gt;Lucia Bazzucchi Nata a Foligno nel 1984. Ha studiato danza con diversi maestri tra l’Italia e l’Olanda. Ha partecipato a diversi workshops di danza, imparando diverse tecniche di danza moderna e contemporanea, tra cui Flying-low, contact improvisation, Hip Hop, metodo Feldenkrais. È laureata in Economia e Scienze Sociali, con un Master in Managment Culturale, presso l’Università Bocconi di Milano. Ha collaborato con Offucina come performer/danzatrice per lo spettacolo Alla Fine l’Inizio, con il regista Giorgio Barberio Corsetti e la coreografa Anna Paola Bacalov per lo spettacolo y Borges cruenta que, con Armando Pugliese e Aurelio Gatti per lo spettacolo La Signorina Giulia, con Claudia Negrin per lo spettacolo Sogno di una notte di mezza estate. Ha inoltre partecipato come attrice in alcuni video music, e cortometraggi.</description>
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