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    <title>materiali Servitore</title>
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      <title>SERVITORE SERBO CERCASI di Andrea Paciotto</title>
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      <pubDate>Fri, 20 Jul 2007 05:21:29 +0200</pubDate>
      <description>L’ironica acutezza di Goldoni e il pungente sarcasmo tipico della cultura balcanica, combinati in una rilettura contemporanea, che esalta il fascino di un’estetica cruda e tagliente, creano un insieme esplosivo e dinamico, divertente e feroce. Venezia diventa una sorta di zona franca, una città di frontiera. Il Servitore non è una vittima di un sistema classista, ma un poveraccio sfaccendato e nullatenente, che cerca di trarre vantaggio da ogni occasione. Nel tentativo di sovrapporre il testo goldoniano ai nostri quesiti attuali, l’elemento del doppio gioco è emerso con inevitabile forza, trasformando la storia in una amara ed ironica metafora, non solo della nostra storia recente, ma anche del presente. Il doppio gioco non riguarda soltanto spie internazionali, politici, diplomatici e guerrafondai. La letteratura, i film e la storia sono pieni di questi personaggi, ma tutti siamo doppiogiochisti. Tutti serviamo più di un padrone. Non solamente l’Arlecchino servitore, che nel nostro adattamento si chiama Boban e fa il tassista, ma tutti i personaggi della storia si comportano con ambiguità perseguendo un secondo fine. Il conflitto nasce quando sorge la domanda: rincorro i miei interessi materiali ed economici o quello che mi sta a cuore?&lt;br/&gt;Il testo di Goldoni ci sostiene con la sua struttura di azioni e con le caratteristiche dei suoi personaggi, ma ci permette al tempo stesso la libertà di attraversarlo, trasformandolo e facendolo diventare nostro contemporaneo. Noi lo seguiamo come una mappa, operando però una trasposizione geografica e temporale che ci permette di ragionare sull’attualità, portando in scena tematiche ed estetiche che hanno un senso per noi oggi. È proprio il gioco dei contrasti quello che si vuole evidenziare, spingendo la storia verso estreme conseguenze. Ne scaturisce una parabola aspra e piena di ironia. La struttura del testo originale, la relazione tra i personaggi e le situazioni che gradualmente portano ad una sequenza di malintesi assurdi e divertenti, con scambi di persone e di ruoli, rimangono alla base dello spettacolo. Divertenti perché crudeli, assurdi perché disastrosi. Vicende che diventano espressione di una società piena di contraddizioni.</description>
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      <title>LA MIA FREQUENTAZIONE CON GOLDONI di Jovan Cirilov</title>
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      <pubDate>Fri, 20 Jul 2007 02:16:39 +0200</pubDate>
      <description>Quando sono venuto a Belgrado per studiare, nel 1950, era una fortuna trovare un biglietto per il nuovo Teatro Drammatico Jugoslavo. Una degli spettacoli più amati al tempo era “Le Baruffe chiozzotte” di Goldoni, in dialetto dalmata, ma i nomi dei personaggi in italiano. La regia dello spettacolo era a cura di uno dei principali registi jugoslavi, Bojan Stupica, che aveva iniziato a lavorare, già prima della Seconda Guerra mondiale, nei teatri di tutto il territorio dell’allora regno jugoslavo. La messa in scena era realizzata con il suo tipico stile colorato e brioso, con molte gags ed un preciso senso dello stile goldoniano. Dopo circa 20 stagioni di repliche, Bojan Stupica curò la regia di un altro testo di Goldoni, “La Locandiera”, ma con il titolo “Mirandolina”. Sua moglie Mira Stupica, la migliore attrice serba della seconda metà del secolo, interpretava il ruolo principale. Mira vive ancora a Belgrado e solo recentemente ha smesso di calcare le scene.&lt;br/&gt;Un altro importante incontro con Goldoni. Venti anni fa ho scoperto che la prima opera straniera tradotta in lingua serba, era proprio uno dei meno conosciuti testi di Goldoni: “Mercanti”. Era stato tradotto da un giovane serbo, Emanuilo Jankovic, che studiava medicina nella città tedesca di Halle, forse seguendo il consiglio del grande risorgimentale Dositej Obradovic. La traduzione fu stampata in Leipzig nel 1787, due anni prima della rivoluzione francese, quando Goldoni aveva 80 anni. Nonostante la lingua serba abbia subito notevoli cambiamenti negli ultimi due secoli, quella usata da Jankovic è ancora completamente comprensibile al pubblico contemporaneo serbo. Nel 1994, ero già da dieci anni alla direzione del Teatro Drammatico Jugoslavo, ho proposto alla regista e autrice teatrale Vida Ognjenovic di accettare la sfida di mettere in scena questo testo, la cui tematica era divenuta molto attuale nel periodo di transizione verso il liberalismo economico. Il 17 maggio del 1994 presentammo dunque, in prima assoluta da due secoli, il primo testo straniero tradotto in lingua serba nello stesso Teatro Drammatico Jugoslavo, oggi dedicato al nome di Bojan Stupica, il migliore regista goldoniano del nostro paese.&lt;br/&gt;Grazie alla proposta di Andrea Paciotto, mi incontro di nuovo con Goldoni. Questa volta con il “Servitore di due padroni”. Io sono tra i pochissimi fortunati che ha visto tre delle 17 diverse versioni di questo testo, realizzate da Strehler. Ho visto la prima del Piccolo Teatro a Belgrado nel 1955, sempre sul palcoscenico del Teatro Drammatico Jugoslavo, con il leggendario Moretti nel ruolo di Arlecchino. L’ultima versione, che ancora esiste nella sua piena opulenza, l’ho vista dopo la morte di Strehler. Abbiamo la sfacciataggine di ambientare il testo alle circostanze della Serbia attuale, usando un linguaggio che viene parlato oggi. Dopo Strehler abbiamo una sorta di dolce stimolante timore, che viene dal senso di responsabilità verso Goldoni, verso Strehler, verso la Biennale, verso il pubblico di Venezia e il nostro pubblico.</description>
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      <title>THE MASTER OF DOUBLE GAMES by Susanne Winnaker</title>
      <link>http://www.offucina.com/OFFUCINA_ITA/MATERIALE_SERVITORE/Voci/2007/7/20_THE_MASTER_OF_DOUBLE_GAMES_by_Susanne_Winnaker.html</link>
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      <pubDate>Fri, 20 Jul 2007 01:26:14 +0200</pubDate>
      <description>The life of the Italian dramatist Carlo Goldoni almost exactly spanned the eighteenth century, a time when the traditional Commedia dell’Arte style was in decline and 'written' drama as we know it was beginning. Goldoni skillfully adapted the Commedia dell'Arte pattern to his own very funny and intriguing plots, and the most famous of the resulting plays is 'The Servant of Two Masters'.&lt;br/&gt;Goldoni has not only been the master of fun, but also the master of the double games, which is, taking his famous play and looking at it from a contemporary perspective of today’s political situation and the situation of everyday-life not very funny anymore but scarily truthful: double games are played everywhere, not only in the big picture of global politics but also in the way people lose their sense of live and lust negotiating even love to no other avail than individual survival, at least so it seems …&lt;br/&gt;The famous old Goldoni play serves this adaptation just right to draw an artistically elaborated and intelligently devised picture of modern society taking the ever so wise old foil to repaint a new picture which is just another striking consequence of something we all of course know about, but don’t dare to look at most of the time.</description>
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      <title>ARTICOLI</title>
      <link>http://www.offucina.com/OFFUCINA_ITA/MATERIALE_SERVITORE/Voci/2007/7/19_ARTICOLI.html</link>
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      <pubDate>Thu, 19 Jul 2007 09:36:10 +0200</pubDate>
      <description>&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;../Servitore_-_messaggero_veneto.html&quot;&gt;Goldoni è ancora vivo e può essere reinventato nella contemporaneità&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;Al. Mont. - MESSAGGERO VENETO (Martedì 24-07-2007)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;../Servitore_-_il_gazzettino.html&quot;&gt;Arlecchino in salsa serba, nel “Servitore di sue padroni” secondo Paciotto&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;Gb.M. - IL GAZZETTINO (Domenica 22/07/2007)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;../Servitore_-_messaggero_veneto_2.html&quot;&gt;Il gran finale del Mittelfest rivolto a Est&lt;br/&gt;&lt;/a&gt;MESSAGGERO VENETO (Domenica 22-07-2007)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;../Servitore_-_non_solo_cinema.html&quot;&gt;Intrecci, amori, interessi&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;Valentina Greggio - NON SOLO CINEMA (Sabato 21-07-2007)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;../Servitore_-_ERRECOME_ROMA.html&quot;&gt;Un “Servitore di due padroni”, da Venezia ai Balcani andata e ritorno&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;Cinzia Antifona - ERRECOMEROMA (Lunedì 12-03-2007)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;../Servitore_-_ansa.html&quot;&gt;Serbi rivisitano il classico di Goldoni, a Venezia il 19 e 20 luglio&lt;/a&gt;  Paolo Petroni - ANSA (Lunedì 12-03-2007)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;../Servitore_-_BELGRADE_TIMES.html&quot;&gt;Goldoni the Serbian way&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;THE BELGRADE TIMES (Giovedì 4-01-2007)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;scarica &lt;a href=&quot;Voci/2007/7/19_ARTICOLI_files/vari%252520articoli%252520in%252520serbo.pdf&quot;&gt;vari articoli in serbo.pdf&lt;/a&gt;</description>
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      <title>TUTTI I CREDITI</title>
      <link>http://www.offucina.com/OFFUCINA_ITA/MATERIALE_SERVITORE/Voci/2007/7/19_TUTTI_I_CREDITI.html</link>
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      <pubDate>Thu, 19 Jul 2007 01:43:29 +0200</pubDate>
      <description>Adattamento Andrea Paciotto, Jovan Cirilov e Susanne Winnaker&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Regia Andrea Paciotto&lt;br/&gt;Drammaturgia Susanne Winnacker&lt;br/&gt;Traduzione Jovan Cirilov&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Production Design Mia David Zaric&lt;br/&gt;Musica dal vivo Alexandra Anja Djordjevic&lt;br/&gt;Musica elettronica e media design Jan H. Klug&lt;br/&gt;Costumi Snežana Kovacevic&lt;br/&gt;Video Jan H. Klug e Andrea Paciotto&lt;br/&gt;Disegno luci Andre Pronk&lt;br/&gt;Disegno del suono Nikola Pejovic&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Interpreti&lt;br/&gt;Slobodan Ljubicic&lt;br/&gt;Bojana Zecevic&lt;br/&gt;Vahidin Prelic&lt;br/&gt;Vladimir Kurcubic&lt;br/&gt;Goran Smakic&lt;br/&gt;Igor Borojevic&lt;br/&gt;Divna Maric&lt;br/&gt;Tanja Jovanovic&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Musicisti&lt;br/&gt;Petar Zivanovic (violino)&lt;br/&gt;Sava Djuric (fagotto)&lt;br/&gt;Ivan Rankovic (clarinetto)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Assistente alla regia Nemanja Rankovic&lt;br/&gt;Movimenti Ferid Karajica&lt;br/&gt;Direttore di palcoscenico Milena Radomirovic Comi &lt;br/&gt;Direttore tecnico Nenad Mesnik&lt;br/&gt;Organizzazione Adriana Garbagnati, Vesna Bogunovic, Ljiljana Matic&lt;br/&gt;Assistente alla Produzione Margherita Vestri&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Video operatore Milomir Bogdanovic Deba&lt;br/&gt;Tecnico del suono Nikola Pejovic&lt;br/&gt;Elettricista Filip Markovic&lt;br/&gt;Macchinista Slavoljub Vasic&lt;br/&gt;Attrezzista Dragan Dimitrijevic&lt;br/&gt;Realizzazione costumi e guardaroba Ostoja Milosevic e Filipa Jovanovic&lt;br/&gt;Trucco Mirjana Ilic&lt;br/&gt;Suggeritore Mileta Petrovic&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;co-produzione&lt;br/&gt;Biennale di Venezia, BITEF Teatro, Teatro Nazionale di Uzice, &lt;br/&gt;Grand Theatre Groningen, Offucina Eclectic Arts,&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il progetto è realizzato con il sostegno di&lt;br/&gt;Ministero della Cultura Serba, Città di Uzice, Città di Belgrado, &lt;br/&gt;Ambasciata della Repubblica Serba in Italia&lt;br/&gt;Istituto di Cultura Olandese di Belgrado, La MaMa E.T.C., &lt;br/&gt;Istituto Italiano di Cultura di Belgrado &lt;br/&gt;per la traduzione e all’adattamento del testo originale&lt;br/&gt;</description>
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      <title>CURRICULUM COLLABORATORI</title>
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      <pubDate>Thu, 19 Jul 2007 01:30:23 +0200</pubDate>
      <description>JOVAN CIRILOV (adattamento e traduzione) è uno dei principali personaggi del teatro e alla cultura Serba. Ha rivestito e riveste cariche importanti in diverse istituzioni del suo paese. E’ tra i fondatori del Festival Internazionale di Belgrado (BITEF) di cui è direttore artistico e curatore dal 1967 fino ad oggi. È stato direttore del Yugoslav Drama Theater e drammaturgo&lt;br/&gt;dell’Atelier 212. Si può dire che la sua vita intera sia stata dedicata al teatro. Si è laureato in filosofia, ma fin da giovane ha scritto di e per il teatro. Ha scritto e pubblicato diversi libri, due collezioni di poesie, un romanzo, diversi testi teatrali e testi teorici sul teatro. Ha inoltre curato la traduzione delle opere dei principali autori internazionali di teatro. Alla fine degli anni ’80 Cirilov è stato per due anni curatore del Festival Mondiale di Nancy (Francia) e membro del comitato scientifico del Mittlefest di Cividale del Friuli. È stato inoltre membro della giuria internazionale dell’European Theatre Union Gran Prix, da cui nel 2000 il Bitef ha ricevuto il premio speciale. Nel 1992 è stato nominato Cavaliere delle Arti e delle Lettere in Francia. Ancora oggi Cirilov è molto attivo in nuovi numerosi progetti, lavorando come drammaturgo, curatore, promotore, traduttore e scrittore. Cirilov è attualmente il presidente della Commissione Nazionale dell’Unesco.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;SUSANNE WINNAKER (adattamento e drammaturgia) lavora come drammaturga e curatrice del settore danza per il Teatro Nazionale di Weimar. E’ inoltre direttore artistico del Basel International Theatre Festival. Precedenti esperienze professionali includono collaborazioni con l'Università di Frankfurt/Main, il festival Experimenta 6, il Schauspiel Frankfurt e il Theater am Turm, il Festival Kroonstukjes/Kronjuwelen di Muenster. Ha lavorato per cinque anni come coregista con Helena Waldmann e come drammaturga per Künstlerhaus Mousonturm di Francoforte.&lt;br/&gt;Inoltre, Susanne è stata drammaturga al Teatro Nazionale di Hannover per il festival&lt;br/&gt;Theaterformen. E’ tra i fondatori del Internationale Sommerakademie di Francoforte e direttrice fino al 2000. Successivamente è diventata drammaturga e responsabile dei programmi educativi del centro DasArts dell’Università di Amsterdam. Winnacker è anche autrice di numerosi saggi e pubblicazioni teatrali e scientifiche e nel 1998 ha lavorato come professore all'Università di New York. Ha inoltre curato come editore la pubblicazione Theater und Medien (Teatro e Nuovi Media) di S. Fischer-Verlages.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;NEMANJA RANKOVIC (Assistente alla regia e Direttore artistico del Teatro Nazionale di Uzice) ha iniziato a studiare Teatro come attore presso l’Accademia di Arte Drammatica di Novi Sad. Ha lavorato come attore in numerose produzioni nei principali teatri della Serbia, spostando gradualmente il suo interesse verso il design e la regia. Nel 2005 si è laureato dal Master in scenografia, presso l’Università delle Arti di Belgrado, realizzando una mostra collettiva presentata alla Biennale di Architettura di Venezia. Subito dopo la laurea è stato invitato ad assumere la carica di Direttore Artistico del Teatro Nazionale di Uzice.&lt;br/&gt;Nemanja Rankovic ha gradualmente iniziato un processo di riforma e trasformazione del teatro, introducendo una rinnovata maniera di lavorare ed aprendo il repertorio verso nuovi linguaggi della scena contemporanea. Questo processo è stato accompagnato da uno sviluppo di progetti realizzati attraverso collaborazioni internazionali, con l’obiettivo di formare un polo di eccellenza per il teatro contemporaneo del paese, decentralizzato rispetto alle Istituzioni della città di Belgrado.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;MIA DAVID (Scenografia e Production Design) è un architetto e designer. Si è laureata dalla Facoltà di Architettura dell’Università di Belgrado ed ha successivamente ricevuto un Master in scenografia dall’Università delle Arti di Belgrado. Sta attualmente lavorando per il conseguimento di un dottorato presso la stessa Università, dove collabora come coordinatrice del dipartimento di Studi Interdisciplinari.&lt;br/&gt;La sua carriera professionale si è sviluppata in diverse aree tra arte ed architettura. Ha creato numerose mostre ed installazioni, ha lavorato come curatrice, scenografa e production designer per spettacoli di teatro e musica. E’ fondatrice di Studio Blok, una società che si occupa di design di interni, grafica e della pianificazione e destione di progetti architettonici anche su grande scala. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;JAN H. KLUG (Musica elettronica e media design) è un compositore e media designer, con una lunga esperienza nell’utilizzo del computer e della programmazione come strumenti creativi nel campo della produzione musicale e del video. I suoi lavori sono stati presentati in diversi teatri e festivals in Europa, Stati Uniti e Sud Africa. Ha iniziato il suo percorso artistico come musicista, diplomandosi in sassofono al Conservatorio di Groningen. Parallelamente, ha sviluppato un particolare interesse per le possibilità del computer e della programmazione creativa. Come musicista solista ha collaborato con diverse bands in Olanda e Germania ed ha partecipato a tournée in giro per il mondo. Come compositore e media designer ha collaborato in numerosiprogetti di danza, teatro e film. Dal 1996 è membro permanente del gruppo Poets from Epibreren, un collettivo che fonde in maniera molto originale poesia, musica e video, con il quale ha vinto il prestigioso premio “Johnny van Doorn Award”.&lt;br/&gt;Jan Klug ha creato numerose performances e concerti, in cui fonde musica acustica e musica elettronica, accompagnati dall’interazione con immagini e suoni elaborati dal vivo. Dal 2002 Jan Klug collabora con il regista Andrea Paciotto e con OFFUCINA come compositore, programmatore e media designer. Da questa collaborazione sono nati una serie di spettacoli ed eventi, presentati in Olanda, Germania, Italia, Svizzera, Serbia e Stati Uniti. Oltre alla sua attività di creatore, Jan conduce workshop e seminari su diversi ambiti della produzione audiovisiva ed è docente presso il Frank Mohr Institute for Integrated Medias di Groningen, in Olanda.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;ALEXANDRA ANJA DJORDJEVIC (compositrice) è una delle più interessanti giovani compositrici in Serbia. E’ nata a Belgrado nel 1970. Si è laureata in composizione presso la facoltà di musica classica dell’Università di Belgrado, aprendosi successivamente ad altre influenze musicali, dalla musica tradizionale balcanica, al jazz, alla musica elettronica. Anja ha lavorato come compositrice e musicista per numerosi spettacoli, installazioni ed opere, sia in progetti autonomi che in collaborazione con altri autori e registi. Tra gli altri, ha collaborato come arrangiatrice e cantante con Goran Bregovic, per la colonna sonora del film Il tempo dei gitani.&lt;br/&gt;Le sue composizioni sono state presentate nei principali festival e teatri dei balcani, come ad esmpio BEMUS, Impress, Ring-Ring, Yugoslav Drama Theatre, Teatro Nazionale di Belgrado, etc. Internazionalmnte ha lavorato negli Stati Uniti, in Austria, in Germania ed in Italia, dove ha collaborato con il regista Andrea Paciotto nell’Indifference Project presentato al La MaMa Umbria nel 2002.&lt;br/&gt;Per le sue composizioni ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Mokranj!eve Award nel 2002, per l’opera Narciso ed Eco.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;ORGANIZZAZIONI PARTNER&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;BITEF – FESTIVAL INTERNAZIONALE DI BELGRADO (&lt;a href=&quot;http://www.bitef.co.yu/&quot;&gt;www.bitef.co.yu&lt;/a&gt;) Fondato nel 1967, il Festival ha sempre presentato le nuove tendenze del teatro a livello mondiale. Viene giustamente considerato uno dei cinque festival internazionali di teatro più importanti in Europa, tanto che la sua storia rappresenta un capitolo fondamentale nel panorama del teatro contemporaneo internazionale.&lt;br/&gt;Il BITEF ha mantenuto il suo mandato, superando tutte le transizioni politiche e culturali che si sono succedute negli ultimi 50 anni, diventando un punto di riferimento per lo scambio ed il dialogo artistico culturale tra est ed ovest. Quello che è più importante è che, durante tutti questi anni dedicati alla realizzazione di scambi interculturali, la tradizione non-tradizionale di scoprire nuove tendenze e nuove personalità artistiche non si è mai interrotta. Il numero di artisti di grande livello internazionale che si sono alternati in 50 anni di Bitef è davvero impressionate. Tra questi si possono elencare: Jerzy Grotowski * Living Theatre * Judith Malina * Julian Beck * Victor Garcia * Richard Schechner * Luca Ronconi * Peter Schumann * Eugene Ionesco * Eugenio Barba * La MaMa * Andrei Serban * Ingmar Bergman * Charles Ludlam * Carmelo Bene * Arianne Mnouchkine * Joseph Chaikin * Peter Stein * Peter Brook * Memè Perlini * Paolo Magelli * Robert Wilson * Patrice Cherau * George Tabori * Jurij Ljubimov * Samuel Beckett * Andrzej Wajda * Philip Glass * Tadeusz Kantor * Lindsay Kemp * Pina Bausch * Benno Besson * Jerôme Savary * Roberto Ciulli * Igor Vasiljev * Eimuntas Nekro!ius * Jan Fabre * Johann Kresnik * Carolyn Carson * La Fura des Baus * Toma! Pandur * Meredith Monk * De la Guarda * Wim Vandekeybus * Gorgio Strehler * Theodoros Terzopoulos * Lev Dodin * Silviu Purcarete * Joseph Nadj * Simon McBurney * Angelin Preljocaj * Théátre de Complicité * Ivan Popovski * Michael Nyman * Steven Berkoff * Sacha Waltz * Thomas Ostermeier * Eric Lacascade * Susanne Linke * Vito Taufer * Pjotr Fomenko * Johan Simons * Daniela Nicolo * Enrico Casagrande * Lorenzo Bazzocchi * Heiner Goebbels * Anne Teresa De Keersmaeker, etc ...&lt;br/&gt;Nel 1999, il BITEF ha ricevuto il Premio speciale del PREMIO EUROPA PER IL TEATRO al festival di Taormina Arte. Bitef è il primo festival di un paese non membro della Comunità Europea ad aver ricevuto il prestigioso premio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;TEATRO NAZIONALE DI UZICE (&lt;a href=&quot;http://www.teatar-ue.co.yu/&quot;&gt;www.teatar-ue.co.yu&lt;/a&gt;) Il Teatro Nazionale di Uzice esiste dal 1945 come Teatro regionale, ma è dal 1967, con la costruzione del nuovo spazio teatrale, che si stabilisce come l’unico teatro professionale nel Sudovestdella Serbia. Oggi viene considerata una delle più rispettabili organizzazioni teatrali del paese, avendo ricevuto numerosi premi e riconoscimenti.&lt;br/&gt;Fino ad oggi sono stati prodotti 492 diversi spettacoli, con un repertorio molto vasto che va dalla rivisitazione di classici alla messa in scena di testi di nuovi autori contemporanei. L’obiettivo del teatro, perseguito particolarmente con la presenza del Direttore Artistico Nemanja Rankovic, è quello di riuscire ad aquisire una rilevanza Europea. Per questo il teatro ha iniziato ad invitare artisti stranieri a lavorare con la compagnia stabile, mirando ad un rinnovamento del linguaggio scenico verso un approccio più contemporaneo ed interdisciplinare. E’ stata anche inizata una restaurazione degli spazi, al fine di realizzare un secondo teatro dedicato a lavori più sperimentali, a progetti formativi per i giovani e per le nuove generazioni di artisti.</description>
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